"L'amore non è bello se non è litigarello" , recita un vecchio proverbio. Può sembrare strano ma i litigi aiutano a scaricare tensioni, a rompere la routine, ad allontanare dai soliti ruoli che i partner senza volerlo mettono in scena quotidianamente per ricreare equilibri sempre nuovi. Come capire, però, se una lite davvero può essere salutare per la coppia o se, invece, rappresenta la fine di un amore ormai logoro? Alcuni rapporti sono vissuti in conflitto costante, ogni occasione è buona per muovere critiche, per attaccarsi e avere da ridire. Si tratta di quelle coppie che la psicoanalista Diana Norsa, autrice del saggio "Equivoci di coppia" (Baldini Castoldi Dalai), definisce ironicamente cane-gatto e che in realtà celano frustrazioni, insoddisfazioni personali dove ciascuno usa l'altro come capro espiatorio delle proprie insicurezze. In altri casi, invece, non si litiga mai, per quieto vivere, perchè uno dei due partner non sopporta il conflitto, per pigrizia o peggio ancora, per indifferenza. Ma in questa ipotesi il clima di serenità è soltanto apparente, i sentimenti di rabbia e di dolore vengono espressi in contesti diversi e il problema rimosso può presentarsi sotto altra forma come, ad esempio, disinteresse o mancanza di eros.
In realtà litigare ogni tanto è importante perchè consente di scaricare la rabbia prima che questa si trasformi in aggressività, purchè le persone coinvolte siano in grado di farlo nella maniera giusta. Prima di tutto, per evitare che un litigio diventi distruttivo, è bene aver chiaro il motivo per cui si sta discutendo senza ritornare ad episodi del passato o sminuire la persona nel suo complesso. Soprattutto mai criticare il partner davanti agli altri creandogli disagio ed aprendo l'intimità della coppia a chi non c'entra. E ancora, considerare sempre l'idea di un compromesso perchè non esiste una verità assoluta ma solo punti di vista differenti ed entrambi i partner devono uscire vincitori dalla discussione.

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